STEFANO TACHE’

Penso che tutti abbiate sentito parlare, negli ultimi tempi, di Sergio Mattarella, neo-presidente della Repubblica, ma non credo, tuttavia, che sappiate che egli, nel suo discorso di insediamento alla presidenza, abbia ricordato la morte di Stefano Tachè, bambino di due anni che ha perso la vita nell’attentato dell’82.
L’attentato avvenne a mezzogiorno di sabato 9 ottobre 1982, giorno dello shabbat. Tre dei cinque terroristi si disposero in modo da poter bloccare tutte e tre le vie di fuga della via al di fuori della sinagoga, mentre gli altri due si posizionarono davanti all’ingresso principale dell’edificio. In base alle testimonianze, un agente di sicurezza chiese a due componenti del gruppo di identificarsi. Questi risposero lanciando tre bombe a mano e dopo aprendo il fuoco con i mitra sulla folla. L’aggressione è durata circa cinque minuti, ma l’unica vittima dell’attentato fu Stefano Taché, colpito da una scheggia di una bomba a mano.
Nei giorni successivi, l’attentato venne attribuito al Consiglio rivoluzionario di al-Fath guidato da Abu Nidal, responsabile di numerosi attentati contro obbiettivi. Ancora oggi si conosce l’identità di solo di uno degli attentatori, Osama, arrestato il 20 novembre 1982 mentre cercava di passare il confine fra Grecia e Turchia portando con sé un carico di esplosivo.
L’uomo scontò una condanna per scambio di armi in Grecia, al termine della quale, malgrado le richieste di estradizione dell’Italia, fu lasciato libero.
Il 7 ottobre 2007, fu celebrata la nuova intestazione del piazzale luogo dell’attentato al piccolo Stefano Gaj Taché, in presenza del sindaco Walter Veltroni.

Laura Scotto

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