Attualità

Dov’è la nostra umanita

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Dopo la comparsa dell’Isis nei territori del Medio-Oriente flussi immani di persone: padri , madri e bambini hanno dovuto abbandonare le proprie case e i propri averi per scappare da quelli che si definiscono i “soldati di Allah”, ma che di musulmani in realtà non hanno niente. Come ha reagito il mondo Occidentale?!.. ovviamente si è spaccato in correnti diverse: gli U.S.A solo da poco hanno deciso di intervenire dopo un lungo periodo di indecisione e la “Grande Russia” gonfia il petto mettendo in mostra i suoi armamenti che, oltre a obiettivi terroristici sembrano prediligere anche ospedali pubblici e scuole. Nel frattempo i bambini a Madaya muoiono di fame perché i bombardamenti impediscono l’arrivo di rifornimenti.
A queste persone resta quindi tentare la fuga verso l’isola di democrazia e pace più vicina a loro: L’Europa. Ma anche noi, purtroppo abbiamo i nostri grandi problemi. Deve essere un vizio di noi europei quello di costruire muri, e molti altri ci copiano. L’anno scorso il premier ungherese Orban ha fatto innalzare un muro al confine con la Serbia bloccando la rotta migratoria dei Balcani e impedendo ai migranti già entrati di spostarsi con il treno: beh no, un treno l’ha fornito, era un treno di carri bestiame… la scena ricorda un po’ degli ebrei per andare ad Auschwitz . I migranti hanno deviato la rotta verso la Croazia per poi raggiungere la Germania e spargersi nel nord Europa per cercare fortuna. Di fondamentale importanza a livello umanitario è stata la politica di accoglienza della cancelliere Angela Merkel.
Il Consiglio Europeo sull’immigrazione tenutosi nell’estate el 2015 diede alla luce il piano Juncker, ossia: la ridistribuzione di quote obbligatorie di migranti tra i 28 Paesi membri. Tale piano provocò una spaccatura tra i membri dell’Unione portando così alla nascita del gruppo di Visegrad, formato da quattro Paesi membri, ossia: Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Polonia e Ungheria. Queste quattro nazioni dicono di non voler accettare migranti musulmani perché devono “difendere i loro cuori cristiani”, parole dette dal premier polacco Beata Szydło. La cosa interessante è che loro il cuore è nero, gli ideali cristiani di fratellanza che tanto difendono non gli mettono in pratica e brandiscono la loro ignoranza come se fosse una Croce.
Il vero problema dell’Europa non sono quindi i flussi migratori, ma gli egoismi nazionali che né impediscono una giusta regolazione: un chiaro esempio si può vedere in questi giorni al confine tra Grecia e Macedonia ( Idomeni ), dove i migranti ( anche i bambini ) sono stati colpiti da manganelli e da gas lacrimogeni. Come fanno i Paesi balcanici a non ricordarsi di come i loro abitanti tentavano di entrare nell’Europa occidentale per sfuggire alle dittature comuniste, e di come noi gli abbiamo accolti a braccia aperte? Quello spirito difratellanza che ha fondato L’Unione per loro ha avuto qualche significato? E’ proprio questa politica, consistente nello schivare il problema, piuttosto che affrontarlo veramente, che non ci permette di risolvere tale problema. Per chiusura vorrei citare una frase di Carlo Cattaneo:” Quel giorno che l’Europa potesse farsi tutta simile alla Svizzera, tutta simile all’America, quel giorno ch’ella scrivesse sulla fronte: Stati Uniti d’Europa(..) ella si trarrebbe dalla luttuosa necessità delle battaglie, degli incendi e dei patiboli.”

 

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